insegna

Proposta di costituzione della
Area Marina Protetta della costa del Monte Conero

Documenti Riferimenti legislativi Cosa dicono

Osservazioni (da scheda ISPRA)

OSSERVAZIONI DEL CONSORZIO VANVITELLI S.C.P.A. ANCONA

Il Consorzio Vanvitelli s.c.p.a., costituito da 9 circoli nautici, un club attività subacquee e 5 aziende che operano nel settore della nautica, con il suo 91,03 per cento del Capitale Sociale, ha il controllo, la direzione ed il coordinamento de «La Marina Dorica s.p.a.» che gestisce il Porto Turistico di Ancona. Con riferimento alla nuova istruttoria tecnica per l’istituzione dell’Area Marina Protetta «Costa del Monte Conero», abbandonato dal Ministero dell’Ambiente il precedente progetto presentato nell’anno 2000, ed all’invito a partecipare ai lavori di un «laboratorio attivo», per collaborare e confrontarsi con i tecnici incaricati dal Ministero, rivolto dal Sindaco del Comune di Ancona, alcuni dei Circoli associati hanno incaricato questo Consorzio di trasmettere all’ISPRA, dopo averle unanimemente valutate e condivise, le seguenti osservazioni che si ritiene debbano essere prese in considerazione nel processo per l’istituzione della nuova area marina protetta.

Fondali marini

Nel tratto di mare interessato da questa fase istruttoria non risultano essere presenti organismi rari né in pericolo di estinzione, il fondale presenta un substrato di rocce calcaree ricoperte da alghe e molluschi per non più di cento metri dalla costa (in alcuni vasti tratti anche molto meno) ed al di là delle rocce si estende un fondale piatto ed inerte sabbioso o fangoso che, dai 10 metri, passa ai 12 metri a più di un chilometro dalla costa. Sono inoltre completamente assenti le praterie di posidoniacee che caratterizzano i fondali di altri mari e per la cui salvaguardia sono state motivate le istituzioni di aree marine protette. Il territorio è densamente antropizzato. La presenza di due porti turistici, un porto commerciale, un porto peschereccio, tutti di rilevanza nazionale, il passaggio per l’approdo delle grandi navi da crociera e le confinanti foci del fiume Esino e del Musone, con i loro gravi problemi di inquinamento, contribuiscono a rendere generalmente torbide ed inquinate le acquee (spesso vengono emesse delle ordinanze che vietano la pesca ed il consumo dei mitili). Non disponiamo né di fondali adeguati né di acque limpide in cui effettuare snorkeling ed immersioni. Pochissime, durante l’anno, sono le giornate appena idonee a svolgere attività turistico subacquea.

Per quanto sopra, il tratto di mare prospiciente la costa del Conero, a nostro avviso, non presenta, a livello di habitat, peculiarità tali da giustificare l’istituzione di una A.M.P..

Economia

Il tratto di mare che va dalla falesia del duomo di Ancona sino al porto di Numana, unico tratto roccioso e di notevole bellezza paesaggistica tra centinaia di chilometri di spiagge sabbiose che si estendono sia a nord che a sud dello stesso, riveste un centro di gravità per tutte le attività ludiche, sportive e per il tempo libero, legate alla nautica da diporto, praticate dai cittadini dei comuni rivieraschi di Falconara, Ancona, Sirolo, Numana ed anche parzialmente di Porto Recanati, Civitanova Marche, Senigallia, Fano e Pesaro.

Ai suoi estremi sono presenti: il Porto Turistico di Ancona con circa 1600 fra natanti ed imbarcazioni, il porticciolo di Torrette che conta 80 natanti, il porticciolo del Fosso Conocchio con i suoi 60 natanti, la Mole Vanvitelliana che ospita 300, fra natanti ed imbarcazioni ed il Porto Turistico di Numana con circa 800 fra natanti ed imbarcazioni. Considerando mediamente una decina di persone che, come minimo, annualmente frequentano una imbarcazione, sono circa 25-30 mila i diportisti del solo territorio del Conero interessati alla libera fruizione del tratto di mare in questione. A loro, vanno aggiunti quelli degli altri comuni rivieraschi delle regioni e delle altre imbarcazioni italiane e straniere in transito.

Occorre tenere presente che il golfo di Portonovo, in posizione centrale rispetto alla costa del Conero, costituisce l’unico ridosso del Medio Adriatico utile per la sosta, seppur temporanea, delle imbarcazioni e dei natanti. Più specificatamente, con i venti dominanti della stagione estiva — che sono quelli di Nord Ovest e Sud Est — le barche trovano nella scogliera del Trave e nella punta di Portonovo l’unico specchio acqueo protetto dal moto ondoso generato dai suddetti venti.

Pertanto, eventuali limitazioni alla normale fruizione della costa del Monte Conero attenuerebbero la passione e la voglia di godere il mare di molti diportisti locali, provocandone una sicura loro ulteriore diminuzione, già in significativo calo a causa del perdurare della crisi economica. Molti armatori, che hanno lasciato altri porti del medio Adriatico e sono approdati a Marina Dorica per la presenza della costa del Conero, potrebbero decidere di trasferire in altri porti le loro imbarcazioni. Il manifestarsi di quanto ipotizzato provocherà indubbi riflessi negativi, a livello locale, su tutto il settore economico e produttivo della nautica da diporto, settore che, come noto, già soffre di una grave e prolungata crisi.

In sostanza, a farne maggiormente le spese, in generale saranno gli utenti dei porti turistici che gravitano sull’area, con aumenti dei costi unitari di gestione dovuti alla diminuzione dei diportisti ed in particolare tutti gli operatori economici e produttivi che, a livello locale, operano nella nautica da diporto, nel settore della pesca sportiva e degli sport subacquei. Se gli aumenti dei costi unitari di gestione dei porti portassero ad ulteriori diminuzioni dei diportisti, i porti stessi potrebbero non essere più in grado di sopravvivere economicamente.

Ad aggravare ulteriormente il quadro economico, va infine considerata la prevedibile diminuzione delle barche in transito, molte delle quali con bandiera estera. Equipaggi attualmente attratti dai ridossi della Riviera del Conero, che pernottano anche per più giorni nei porti turistici di Ancona o di Numana, con positive ricadute sull’economia del territorio.

A fronte della creazione di alcuni posti di lavoro nella struttura che gestirà l’A.M.P. e, forse, in alcuni esercizi legati al turismo, si avrebbe una perdita certa di innumerevoli posti di lavoro nell’indotto della nautica.

Ambiente marino

Le tutele a favore della fauna e della flora marina del tratto di mare di cui trattasi, per quanto riguarda la navigazione e l’ancoraggio, sono già ampiamente esercitate dalle norme contenute nella ordinanza della Capitaneria di Porto che pone il limite di navigazione ed ancoraggio a 300 metri dalla costa, salvo i seguenti limiti specifici:

  • dal Cantiere Navale al Trave: 100 metri;
  • appena a levante della scogliera del Trave e per duecento metri dalla radice della stessa: 50 metri;
  • da Mezzavalle, fino alla chiesetta di S. Maria di Portonovo: 300 metri;
  • dalla chiesetta di S. Maria di Portonovo, fino alla spiaggia dei Sassi Neri: 100 metri.

Costi

Se al termine dell’istruttoria tecnica-amministrativa, il Ministero dell’Ambiente ritenesse che gli aspetti positivi fossero maggiori di quelli negativi e volesse dar vita all’Area Marina Protetta della «Costa del Monte Conero», come cittadini ci chiediamo a carico di chi rimarranno i costi della struttura che sarà chiamata a gestirla?

Visto che, recentemente, il Ministro dell’Ambiente ha annunciato l’avvio dell’iter per l’istituzione di quattro nuove aree marine protette, fra cui quella del Conero, ma, contemporaneamente, il Ministro dell’Economia ha ridotto i fondi per la gestione ordinaria e per gli investimenti di quelle già in essere, da 5 milioni a circa tre milioni e 800 milaeuro, si rischia probabilmente di andare incontro ad una paralisi gestionale delle Aree Marine Protette. Non si potrà perciò far conto più di tanto sui finanziamenti pubblici.

Saranno tutti i cittadini dei Comuni su cui graviterà l’Area Marina Protetta del Conero a farsene carico?

Saranno i diportisti che, oltre a veder limitata od annullata la storica possibilità di fruire del tratto di mare più bello del medio Adriatico, fra licenze, permessi ed autorizzazioni copriranno i costi di gestione del nuovo Ente?

Oppure saranno gli operatori turistici, gli unici che forse, secondo alcuni, saranno avvantaggiati da questa iniziativa, a coprire le spese di gestione?

Conclusioni

Per tutte le osservazioni di cui sopra, seppur disposti alla più ampia collaborazione nella fase di istruttoria tecnico-amministrativa, il Consorzio Vanvitelli ed i circoli nautici che rappresenta e di cui si allegano le schede di rilevazioni dati, sono fermamente contrari alla istituzione dell’Area Marina Protetta della «Costa del Monte Conero».

Consorzio Vanvitelli scpa

Osservazioni condivise dai seguenti circoli nautici:

  • Ancona Yacht Club
  • Assonautica Provinciale di Ancona
  • Lega Navale Italiana Sez. di Ancona
  • S.E.F. Stamura A.S.D.
  • Amici del Mare A.S.D.
  • Associazione Dopolavoro Ferroviario Ancona