insegna

SCUOLA DI VELA

CORSO CROCIERA

Sardegna Sud
4–11 Settembre 2021


Sardegna sud, la crociera sociale 2021

di Gianfranco Iacobone

Questa crociera dovevamo farla nel giugno 2020, ma per le note vicende abbiamo mollato gli ormeggi a settembre 2021. Molte cose di questo 2021 sono state il recupero di un anno, il 2020, passato quasi “in apnea”. Però non abbiamo mai smesso di crederci, in questa crociera, ed alla fine, anche se con qualche cambio nel gruppo dei partecipanti, siamo partiti. La flotta: tre Bavaria 51, trenta partecipanti (tutti con “carta verde”) e tre skipper, Claudio Mercurio, Aldo Scandali e Raffaele Velardocchia. Imbarco a Cagliari sabato 4 settembre, dopo una traversata in nave. Un bel temporale ci ha subito dissuaso dal partire il giorno stesso, e così ci siamo consolati con una cena degna degli antichi romani nei vicoli dietro il porto.

La domenica con bel sole via per la destinazione prevista, Capo Teulada. Come sempre decideremo sul momento dove passare la notte, anche se le varie possibilità sono tutte già ben studiate. Sfiliamo davanti alle rovine fenicie di Nora (Capo Pula, con una delle tante torri di avvistamento dei pirati saraceni, flagello di questa costa dal medioevo fino al primo ottocento), un bagnetto davanti alle spiagge bianche di Chia e poi avanti a vela e, dato che il tempo è stabile, ancoraggio per la notte nella baia di Porto Malfatano, ridossata dall’omonimo Capo. Tramonto rosso su acque calme, da foto ricordo.

Al mattino un po' delle consuete manovre che facciamo per prendere confidenza con la barca (terzaroli ecc) e poi tutta la flotta va all’ancora a Cala Zafferana, una delle più belle della zona, ad est di Capo Teulada; una zona legata a servitù militari e per questo del tutto deserta e conservata. Qui l’acqua è maldiviana, come uno se la immagina in Sardegna. Dune bianche, vegetazione mediterranea. Ripartiamo, le miglia da fare oggi sono tante ed è previsto maestrale, quindi vento contrario. Infatti doppiato Capo Teulada non tarda ad arrivare, ed è un bellissimo bordeggio lungo la costa ovest di Sant’Antioco, dopo gli isolotti del capo meridionale, con cielo e mare blu e vento a 15-20 nodi che non impensierisce né i nostri barconi né gli equipaggi. Inevitabile una regatina informale, ma di questo taceremo. Dopo alcune ore di questo paradiso velico arriviamo a Marina di Calasetta, punta nord dell’isola di Sant’Antioco (essendo tre barche e anche grosse, per prudenza prenotiamo sempre). Efficientissimi, gentili e poco cari, ci accompagnano all’ormeggio col gommone di assistenza: guanti bianchi…

Il giorno dopo ci dividiamo tra chi va a visitare Sant’Antioco e le vestigia fenicie, chi gira l’isola in bici e chi comincia a bordeggiare e fare calette e bagni: ci ritroveremo al porto di Carloforte, sull’isola di San Pietro che ci sta davanti e che circumnavigheremo. In effetti questa navigazione ci permette di vedere le falesie dalla natura geologica variegata e ricchissima di quest’isola vulcanica, paradiso degli appassionati di rocce. Ma Carloforte, il paese dei sardi di origine ligure e dalla lingua particolare, è anche la capitale del tonno, il buon tonno rosso mediterraneo. Qui è ancora funzionante una delle ultime tonnare italiane (una seconda, sull’isola Piana, è invece trasformata in resort di lusso) e se pensiamo a quanta fatica c’è dietro l’impianto di una tonnara tradizionale possiamo giustificare il prezzo di queste scatolette prelibate.

Il tempo gira un po', si è coperto e tira scirocco, mentre noi dobbiamo cominciare a tornare verso Cagliari… Insomma sul naso. Domani sarà peggio, per cui oggi approfittiamo per fare miglia, un po' a vela e più a motore, per doppiare Capo Teulada che con scirocco forte può essere duro. E’ un capo davvero imponente, come vedete nella foto. Ma appena passato ci concede una bella volata al traverso, verso nord dove ci attende il buon Marina Teulada (prenotato, come sempre, oggi poi non si può rischiare, il cielo è già scuro). Sappiamo già che domani non ci potremo muovere, il vento ulula e lo farà per tutta la notte e l’indomani. E noi la mattina prendiamo dei pulmini ed andiamo all’altro lato di Capo Teulada, dove c’è Porto Pino (ci saremmo dovuti fermare lì ieri all’ancora e passarci la notte, ma non era il caso), una spiaggia bianca lunga otto chilometri dove il maestrale ha costruito dune gigantesche che si vedono solo nella Sardegna di ponente, qui e vicino ad Oristano. Il vento schizza sabbia negli occhi, il mare è blu e la sabbia bianca abbaglia, sembra di essere nel deserto. Dietro le dune ci sono laghetti salmastri, è un’oasi naturalistica per migratori.

Passa la burrasca ma il cielo è sempre scuro. Siamo a venerdì e la regola ferrea dei charter è che le barche vanno riportare alla base la sera del venerdì (anche se le possiamo occupare fino a sabato mattina). Quindi bisogna prendere il mare, anche se su Capo Malfatano tuona ed è nero. Davanti a Chia dalla costa ci viene addosso il temporale, il tempo di ammainare e mettere la cerata ed è un diluvio, con visibilità quasi a zero, tuoni, fulmini e colpi di vento. Ma le barche grosse sono grosse, c’è poco da dire… Senza una piega si procede, ben al largo dalla costa e con gli occhi sugli strumenti. Come sempre poi passa, ed arriva anche il sole per consentirci un’ultima bella veleggiata al traverso fino a Cagliari.

L’ultimo giorno, il sabato, dato che la nave partirà a sera, è consacrato ad un pranzo tutti insieme e poi ognuno gira Cagliari secondo i suoi interessi: è una città che non manca certo di attrattive.

Tutto è andato bene, magari avremmo voluto fare un po' più vela ed avremmo fatto a meno delle parentesi di tempo cattivo. Ma la vela è così, ci siamo abituati. È bello comunque stare insieme e condividere esperienze, in posti che sono sempre bellissimi. Specie dopo un anno come quello che abbiamo passato.

Ora già pensiamo al prossimo anno...