insegna

SELEZIONE DI DOCUMENTI LEGISLATIVI

DICHIARAZIONE D’INGRESSO E DI USCITA DALLE ACQUE CROATE

Una volta entrati nelle acque croate è obbligatorio recarsi alla più vicina Capitaneria di Porto per dichiarare l’ingresso e fornire all’Autorità la lista dell’equipaggio. Analoga dichiarazione di uscita dovrà essere effettuata presso la Capitaneria di Porto prossima al punto di uscita.

All’atto della dichiarazione di ingresso saranno richiesti i pagamenti della tassa annuale di navigazione (indennizzo per la sicurezza della navigazione) e della tassa di soggiorno, i cui ammontare dipendono dalla lunghezza della barca.

Unitamente alla lista equipaggio bisogna presentare i documenti d’identità di ciascun componente, la dichiarazione di potenza del motore, gli estremi della polizza di assicurazione della responsabilità civile e danni a terzi, la patente nautica, il certificato di omologazione e dichiarazione di conformità dell’unità.

Provenendo dalle acque italiane le Capitanerie di Porto per l’ingresso in Croazia si trovano nelle seguenti località: Umago (Umag), Parenzo (Poreč), Rovigno (Rovinj), Pola (Pula), Lussinpiccolo (Mali Lošinj), Sebenico (Šibenik), Curzola (Korčula), Ragusa (Dubrovnik). Nel periodo tra aprile e ottobre compresi sono aperte le Capitanerie di Porto stagionali: Cittanova (Novigrad), Sale (Sali), Bosavia (Božava), Ubli (Ubli–Lastovo), Comisa (Komiža–Vis), Lissa (Vis), Lesina (Hvar).

Circolare Assomarinas n.125/2017

Gentili Associati,

il porto turistico di Rimini (Marina Blu) ci ha raccomandato di ricordare alla clientela dei marina l’importanza di effettuare in Croazia la dichiarazione di uscita dalle loro coste e dalle loro acque territoriali. Pare infatti che, essendo ora la maggior parte delle capitanerie croate dotate di mezzi informatici, in alcuni casi sia stato contestato ad utenti italiani che l’anno scorso hanno fatto la dichiarazione di ingresso ma non quella di partenza, che la loro imbarcazione potrebbe non essersi allontanata dalla Croazia ricadendo così nella fattispecie di superamento dei termini di temporanea importazione (con il conseguente obbligo di pagamento di diritti doganali sul valore dell’imbarcazione).

Vi preghiamo di segnalarci eventuali altri casi di simile contestazione nei confronti di utenti nautici italiani.

Cordiali saluti.

ASSOMARINAS
La Segreteria
Via Capo Horn, 4 - 30013 Cavallino-Treporti (VE)
www.marinas.it

FORMALITÀ PER L’ESPATRIO

I recenti Regolamenti UE 2016/399 e 2017/458 hanno introdotto importanti novità sulle formalità di espatrio, soprattutto se la destinazione è uno stato non appartenente alla UE o non incluso nella Convenzione di Schengen, come la Croazia.

Stante all’interpretazione di tali norme, nel caso di navigazione da diporto, prima della partenza è necessario recarsi presso un ufficio Polmare (Polizia di Frontiera Marittima) per compilare l’apposito stampato ove riportare i dati dell’iscrizione della barca, le generalità dei passeggeri e dell’equipaggio e gli estremi dei loro documenti validi per l’espatrio; sulla base del nuovo Regolamento dovranno anche essere prodotte le copie fotostatiche dei documenti.

Devono inoltre essere indicati il porto e la data di partenza ed il porto di destinazione. La Polmare effettua il controllo dei documenti nelle banche dati previste dal Regolamento e timbra il documento per l’uscita; ciò in ottemperanza alle disposizioni di Polizia di Frontiera relative all’espatrio ed ai citati nuovi Regolamenti. È necessario poi per il comandante dell’imbarcazione da diporto comunicare il rientro in Italia al più tardi al momento dell’arrivo, fornendo nuovamente la lista dei passeggeri.

Sintesi della comunicazione di Marina Dorica del 30/5/2017

La Polmare di Ancona ci informa che chi intende recarsi in barca in Croazia (Stato non incluso nella Convenzione di Schengen) deve, nello stesso giorno di partenza, recarsi presso i loro uffici in Via Vanvitelli n.1 (aperti fino alle ore 24:00) presentando la lista dell’equipaggio completa di fotocopie dei documenti di riconoscimento di ciascun componente.

Questa lista, che viene timbrata dalla Polmare, va presentata alla Polizia di Frontiera croata. La mancata presentazione della lista può comportare pesanti sanzioni.

Alleghiamo un fac–simile della lista con tutte le voci da compilare da cui si evince che la stessa pratica va effettuata al rientro in Italia.

Il numero di telefono della Polizia di frontiera di Ancona è 071 227471.

La Marina Dorica SpA
www.marinadorica.it

Fac–simile modulo per lista equipaggio

NAVIGAZIONE IN CROAZIA CON UNITÀ NAUTICA ITALIANA

Al riguardo della normativa sulla navigazione nelle acque territoriali croate alleghiamo un documento croato, in italiano, sull’argomento (fonte: montraker.hr).

La normativa richiede di dimostrare che il pagamento dell’IVA relativa l’acquisto della barca di proprietà sia stato assolto.

Il titolare o il comandante dell’imbarcazione è tenuto, su richiesta dell’ufficiale doganale croato, a dare in visione i documenti comprovanti che per l’imbarcazione specificata sono stati pagati i dazi doganali e/o l’IVA in uno Stato membro dell’UE. La «prova» può essere costituita da:

  • fattura originale contenente indicazione dell’IVA
  • certificato dell’ente fiscale o un altro documento disponibile comprovante l’avvenuto pagamento dell’IVA
  • modulo T2L, ottenibile da spedizioniere doganale

Vi suggeriamo comunque di leggere con attenzione i documenti allegati.

Ulteriore informativa in merito, redatta nelle lingue croata, inglese e tedesca, è contenuta nella seguente pagina web del Ministero delle finanze croato: www.carina.hr/Carina/Jahte.aspx

Alleghiamo di seguito la circolare Assomarinas n.385/2014 ricevuta da Marina Dorica:

Circolare Assomarinas n.385/2014

Gentili Associati,

abbiamo ricevuto diverse richieste di chiarimento relative ai documenti necessari ai diportisti italiani che intendono recarsi con la barca in Croazia per provare che l’IVA di acquisto dell’imbarcazione è già stata pagata in Italia.

Vi trasmettiamo quindi una nota dell’ufficio delle Dogane di Venezia che spiega che al fine di fornire alle autorità croate, solo in caso di controllo occasionale, la prova dell’avvenuto pagamento dell’IVA occorre munirsi del documento doganale «T2L» che può essere facilmente ottenuto tramite uno spedizioniere doganale, sulla base di alcuni documenti dell’unità navale.

Cordiali saluti.

ASSOMARINAS
La Segreteria
Via Capo Horn, 4 - 30013 Cavallino-Treporti (VE)
www.marinas.it

Alleghiamo di seguito una nota dallo Ufficio delle Dogane di Ancona:

Da: AG. DOGANE - UFFICIO DOGANE ANCONA - URP
Data: Giovedì 31 Luglio, 2014 15:44
Oggetto: Rilascio T2L per imbarcazioni da diporto

Si fa presente che, a seguito di precise disposizioni delle Autorità Croate, che si allegano alla presente, le quali chiedono a tutte le imbarcazioni di cui all’oggetto di fornire, a seguito di controlli, la prova dello status di imbarcazione comunitaria nonché dell’avvenuto versamento dell’IVA, giungono numerose richieste di chiarimento allo scrivente Ufficio, nonché numerose richieste di emissione del documento T2L.

Le autorità Croate infatti non riconoscono l’iscrizione al registro di un paese UE o la bandiera di un paese UE come prova che l’imbarcazione abbia lo status comunitario o come prova che abbia assolto il versamento dell’IVA; gli unici documenti riconosciuti sono, appunto, il T2L, la fattura originale contenente l’IVA, il contratto di leasing riportante l’IVA o altro documento dell’autorità fiscale attestante l’avvenuto pagamento dell’IVA in un paese membro UE.

La normativa doganale comunitaria in materia di posizione doganale delle merci, all’articolo 313, par. 1) del Reg.to n. 2454/93 (DAC), stabilisce la presunzione dello status comunitario delle merci che si trovano sul territorio doganale dell’UE, tranne nei casi in cui non si accerti diversamente.

Tuttavia, ai sensi dell’articolo l’articolo 313, par. 3), lett. b) delle DAC, le merci comunitarie, ad eccezione di quelle trasportate mediante un servizio regolare autorizzato perdono tale status qualora siano trasportate via mare.

Di conseguenza, all’atto della loro reintroduzione nel territorio doganale dell’UE, la posizione comunitaria deve essere dimostrata con la presentazione di apposita documentazione, ovvero del T2L o della fattura originale di acquisto in cui risulti il pagamento dell’IVA in uno Stato membro dell’UE.

Mentre per quanto riguarda i veicoli stradali a motore, l’articolo 320 delle DAC stabilisce che gli stessi sono considerati comunitari a condizione che siano muniti di targa e del documento d’immatricolazione, analoga semplificazione non è stata prevista per le imbarcazioni da diporto per le quali, pertanto, occorre la presentazione del T2L o della fattura originale per attestare, appunto, la loro posizione comunitaria.

Pertanto, al fine di evitare ai diportisti nazionali conseguenze relative all’eventuale richiesta da parte delle Autorità doganali croate della prova dello status comunitario delle imbarcazioni in questione, è necessario richiedere, in mancanza di altro documento attestante la posizione comunitaria delle imbarcazioni, all’Ufficio delle Dogane di competenza il summenzionato documento T2L.

Dott. Antonio Consalvo
Capo Area U.r.p.
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Ufficio delle Dogane di Ancona

Traduzione T2L