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NORMATIVA NAUTICA

LE REGOLE PER NAVIGARE VERSO LA CROAZIA – SINTESI 2021

A corredo dell’articolo che potete leggere sul nostro periodico sociale edizione Giugno 2021 alleghiamo un documento che riporta in sintesi tutte le procedure e prassi normative da adottare per navigare da e verso la Croazia. L’aggiornamento è al 1° Luglio 2021 e, come raccomandato nel documento stesso, dato il continuo modificarsi delle normative sanitarie si consiglia di monitorare attentamente il sito viaggiarsicuri.it e quello dell'Ambasciata Italiana di Zagabria.

DICHIARAZIONE USCITA/ENTRATA VERSO STATI NON SCHENGEN

La Croazia fa parte dell’Unione Europea sin dal 2013 e da tale data sono abolite le pratiche doganali per l’ingresso/uscita dal suo territorio. Purtroppo però ancora i nostri dirimpettai non fanno parte dell’Area Schengen, ovvero quell’area dove sono aboliti i controlli sulla circolazione delle persone tra le frontiere interne all’UE. Le ultime notizie vedono il rinvio dell’adesione addirittura per la seconda metà del 2024.

In base a quanto disposto dal Regolamento (UE) 399/2016 del 09 marzo 2016 e successive modifiche occorre effettuare la dichiarazione di partenza verso destinazione extra Schengen da rendere a Polmare Ancona. La comunicazione dovrà avvenire almeno quarantotto ore prima, all’indirizzo email frontpolmare.an@pecps.poliziadistato.it, e dovrà essere confermata il giorno della partenza, nella fascia oraria 07–13, con comunicazione telefonica al numero 071 22747223.

Al rientro ad Ancona dovrà essere resa una dichiarazione di arrivo da paese extra Schengen da rendere esclusivamente per via telefonica sempre alla Polmare Ancona al numero 071 22747223 nella fascia oraria 07–13.

Nel caso in cui il movimento dell’imbarcazione da diporto dovesse riguardare un porto situato in un paese aderente all’Accordo di Schengen (es. Slovenia o Grecia), la comunicazione non è richiesta in quanto si tratta di una frontiera interna marittima.

Di seguito l’ultima circolare di Polmare Ancona con le note per i diportisti ed il modello da inviare via email con allegati i documenti di identità in fronteretro.

PAGAMENTO ONLINE DELLA TASSA DI SOGGIORNO

A metà di aprile 2021 sul sito dell’Ente del Turismo croato si legge testualmente che dal 2021, il portale è l’unico modo per pagare la tassa di soggiorno per i diportisti, che finora veniva pagata nelle capitanerie portuali e nelle filiali.

In effetti la possibilità di pagare la tassa di soggiorno online non è una novità, in quanto esisteva già dal luglio 2020; dal 2021 sembrerebbe però che non sia possibile il pagamento come di consueto presso le sedi delle Capitanerie croate. Segnaliamo in particolare che il pagamento della tassa di soggiorno può essere effettuato a forfait, in base alla lunghezza dell’imbarcazione, o per occupanti effettivi. La seconda ipotesi si può rivelare particolarmente conveniente per chi naviga in equipaggio ridotto di due/tre persone (verificate il risparmio facendo le simulazioni sul sito).

Quanto sopra non escluderebbe in ogni caso l’obbligo di effettuare ingresso ed uscita in Kapetanija, visto che oltre alla registrazione dell’imbarcazione deve essere pagata la «Tassa per la sicurezza della navigazione», che ha validità annuale con scadenza il 31 dicembre di ogni anno.

DICHIARAZIONE D’INGRESSO E DI USCITA DALLE ACQUE CROATE

Una volta entrati nelle acque croate è obbligatorio recarsi nel porto più vicino rispetto alla rotta di ingresso nel Paese, salvo «transito inoffensivo» escludendo la navigazione nelle «acque interne» (come da Convenzione di Montego Bay) ed espletare le pratiche di ingresso presso le Autorità di Polizia e presso la locale Capitaneria di Porto (Kapetanija) e fornire alle Autorità la lista dell’equipaggio. Analoga dichiarazione di uscita dovrà essere effettuata presso le stesse Autorità di Capitaneria di Porto e Polizia nel porto prossimo al punto di uscita e lasciare le acque croate senza indugio.

All’atto della dichiarazione di ingresso saranno richiesti i pagamenti della tassa annuale di navigazione (indennizzo per la sicurezza della navigazione) e della tassa di soggiorno (probabile pagamento solo online dal 2021), i cui ammontare dipendono dalla lunghezza della barca (si vedano i dettagli nel paragrafo dedicato).

Unitamente alla lista equipaggio bisogna presentare i documenti d’identità validi per l’espatrio di ciascun componente e:

  • un documento comprovante che l’unita è omologata per la navigazione, ovvero per le imbarcazioni da diporto la «Licenza di navigazione» (ultimamente hanno controllato anche la validità del Certificato di sicurezza);
  • il documento comprovante che la persona che comanda l’unità è abilitata al comando, conformemente alle norme in vigore nel paese di bandiera o conformemente alle norme in vigore nella Repubblica di Croazia (la patente nautica);
  • il documento comprovante la stipulazione di una polizza assicurativa per responsabilità civile verso terzi;
  • il documento comprovante la proprietà o il conferimento di una procura che autorizza all’uso dell’unità (ndr se l'utilizzatore non è l'intestatario della Licenza di Navigazione o similare per imbarcazioni con bandiera estera).

Provenendo dalle acque italiane le Capitanerie di Porto per l’ingresso in Croazia si trovano nelle seguenti località: Umago (Umag), Parenzo (Poreč), Rovigno (Rovinj), Pola (Pula), Arsia (Raša-Bršica), Fiume (Rijeka), Lussinpiccolo (Mali Lošinj), Zara (Zadar), Sebenico (Šibenik), Porto Tolero (Ploče), Curzola (Korčula), Ubli-Lagosta (Ubli-Lastovo), Ragusa (Dubrovnik). Nel periodo tra aprile e ottobre compresi sono aperte le Capitanerie di Porto stagionali: Umago (Umag - ACI Marina), Cittanova (Novigrad), Sale (Sali), Bosavia (Božava), Capocesto (Primošten—Marina Kremik per polizia, poi capitaneria a Rogoznica anche con Taxi), Comisa (Komiža–Vis), Lissa (Vis), Lesina (Hvar), Cittavecchia (Stari Grad), Vallegrande (Vela Luka), Ragusa Vecchia (Cavtat).

A questo link numeri di telefono ed orari delle capitanerie: mmpi.gov.hr.

È utile scaricarsi l’app Nautical Info Service Croatia e da lì consultare «regole per la navigazione».

Circolare Assomarinas n.125/2017

Gentili Associati,

il porto turistico di Rimini (Marina Blu) ci ha raccomandato di ricordare alla clientela dei marina l’importanza di effettuare in Croazia la dichiarazione di uscita dalle loro coste e dalle loro acque territoriali. Pare infatti che, essendo ora la maggior parte delle capitanerie croate dotate di mezzi informatici, in alcuni casi sia stato contestato ad utenti italiani che l’anno scorso hanno fatto la dichiarazione di ingresso ma non quella di partenza, che la loro imbarcazione potrebbe non essersi allontanata dalla Croazia ricadendo così nella fattispecie di superamento dei termini di temporanea importazione (con il conseguente obbligo di pagamento di diritti doganali sul valore dell’imbarcazione).

Vi preghiamo di segnalarci eventuali altri casi di simile contestazione nei confronti di utenti nautici italiani.

Cordiali saluti.

ASSOMARINAS
La Segreteria
Via Capo Horn, 4 - 30013 Cavallino-Treporti (VE)
www.marinas.it

NAVIGAZIONE IN CROAZIA CON UNITÀ NAUTICA ITALIANA
problematiche relative all’assolvimento dell’IVA Comunitaria

Al riguardo della normativa sulla navigazione nelle acque territoriali croate alleghiamo un documento croato, in italiano, sull’argomento (fonte: montraker.hr).

La normativa richiede di dimostrare che il pagamento dell’IVA relativa l’acquisto della barca di proprietà sia stato assolto.

Il titolare o il comandante dell’imbarcazione è tenuto, su richiesta dell’ufficiale doganale croato, a dare in visione i documenti comprovanti che per l’imbarcazione specificata sono stati pagati i dazi doganali e/o l’IVA in uno Stato membro dell’UE. La «prova» può essere costituita da:

  • fattura originale contenente indicazione dell’IVA
  • certificato dell’ente fiscale o un altro documento disponibile comprovante l’avvenuto pagamento dell’IVA
  • modulo T2L, ottenibile da spedizioniere doganale

Vi suggeriamo comunque di leggere con attenzione i documenti allegati.

Ulteriore informativa in merito, redatta nelle lingue croata, inglese e tedesca, è contenuta nella seguente pagina web del Ministero delle finanze croato: www.carina.hr/Carina/Jahte.aspx

Alleghiamo di seguito la circolare Assomarinas n.385/2014 ricevuta da Marina Dorica:

Circolare Assomarinas n.385/2014

Gentili Associati,

abbiamo ricevuto diverse richieste di chiarimento relative ai documenti necessari ai diportisti italiani che intendono recarsi con la barca in Croazia per provare che l’IVA di acquisto dell’imbarcazione è già stata pagata in Italia.

Vi trasmettiamo quindi una nota dell’ufficio delle Dogane di Venezia che spiega che al fine di fornire alle autorità croate, solo in caso di controllo occasionale, la prova dell’avvenuto pagamento dell’IVA occorre munirsi del documento doganale «T2L» che può essere facilmente ottenuto tramite uno spedizioniere doganale, sulla base di alcuni documenti dell’unità navale.

Cordiali saluti.

ASSOMARINAS
La Segreteria
Via Capo Horn, 4 - 30013 Cavallino-Treporti (VE)
www.marinas.it

Alleghiamo di seguito una nota dallo Ufficio delle Dogane di Ancona:

Da: AG. DOGANE - UFFICIO DOGANE ANCONA - URP
Data: Giovedì 31 Luglio, 2014 15:44
Oggetto: Rilascio T2L per imbarcazioni da diporto

Si fa presente che, a seguito di precise disposizioni delle Autorità Croate, che si allegano alla presente, le quali chiedono a tutte le imbarcazioni di cui all’oggetto di fornire, a seguito di controlli, la prova dello status di imbarcazione comunitaria nonché dell’avvenuto versamento dell’IVA, giungono numerose richieste di chiarimento allo scrivente Ufficio, nonché numerose richieste di emissione del documento T2L.

Le autorità Croate infatti non riconoscono l’iscrizione al registro di un paese UE o la bandiera di un paese UE come prova che l’imbarcazione abbia lo status comunitario o come prova che abbia assolto il versamento dell’IVA; gli unici documenti riconosciuti sono, appunto, il T2L, la fattura originale contenente l’IVA, il contratto di leasing riportante l’IVA o altro documento dell’autorità fiscale attestante l’avvenuto pagamento dell’IVA in un paese membro UE.

La normativa doganale comunitaria in materia di posizione doganale delle merci, all’articolo 313, par. 1) del Reg.to n. 2454/93 (DAC), stabilisce la presunzione dello status comunitario delle merci che si trovano sul territorio doganale dell’UE, tranne nei casi in cui non si accerti diversamente.

Tuttavia, ai sensi dell’articolo l’articolo 313, par. 3), lett. b) delle DAC, le merci comunitarie, ad eccezione di quelle trasportate mediante un servizio regolare autorizzato perdono tale status qualora siano trasportate via mare.

Di conseguenza, all’atto della loro reintroduzione nel territorio doganale dell’UE, la posizione comunitaria deve essere dimostrata con la presentazione di apposita documentazione, ovvero del T2L o della fattura originale di acquisto in cui risulti il pagamento dell’IVA in uno Stato membro dell’UE.

Mentre per quanto riguarda i veicoli stradali a motore, l’articolo 320 delle DAC stabilisce che gli stessi sono considerati comunitari a condizione che siano muniti di targa e del documento d’immatricolazione, analoga semplificazione non è stata prevista per le imbarcazioni da diporto per le quali, pertanto, occorre la presentazione del T2L o della fattura originale per attestare, appunto, la loro posizione comunitaria.

Pertanto, al fine di evitare ai diportisti nazionali conseguenze relative all’eventuale richiesta da parte delle Autorità doganali croate della prova dello status comunitario delle imbarcazioni in questione, è necessario richiedere, in mancanza di altro documento attestante la posizione comunitaria delle imbarcazioni, all’Ufficio delle Dogane di competenza il summenzionato documento T2L.

Dott. Antonio Consalvo
Capo Area U.r.p.
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Ufficio delle Dogane di Ancona

Traduzione T2L